Benvenuto 2021 con la personale di Max Marra al MARCA di Catanzaro

Dopo uno slittamento dovuto alla pandemia, il 2021 si aprirà con l’attesa retrospettiva di Max Marra al MARCA Museo delle Arti di Catanzaro. Grazie a una curatrice raffinata e autorevole, Teodolinda Coltellaro, il percorso “L’inquieta bellezza della materia” riassume nella monumentale sede catanzarese cinquant’anni di ricerca artistica. “Lettere, numeri, rossi e bianchi, stoppa, corda, iuta, cere, catrame, ossidi, carbone hanno arricchito il mio fare con la memoria del vissuto dei racconti di tanta operosità tramandatami dal racconto dell’umanità che man mano ho conosciuto ed apprezzato.” Alle proprie origini calabresi Marra consacra l’essenza della sua cifra artistica: sperimentare una contaminazione di linguaggi (disegno, pittura e scultura) avvalendosi di una matericità di antica memoria visiva, ispirata da luoghi e spazi interiori dell’infanzia.

https://www.museomarca.info/

(la data esatta verrà confermata con il 2021)

L’ urgenza di esprimersi, visivamente e plasticamente, si afferma in Marra a cavallo della fine degli anni Settanta, quando, già a Milano, sperimenta l’organicità della materia e le possibilità comunicative date dal segno grafico, rigenerando materiali di recupero attraverso l’arte. Una esperienza condivisa con il gruppo Osaon (curatore Luigi Bianco, con Mario De Leo, Nicola Frangione, Giuseppe Lotito, Ovidio Piras, Flavio Piras e Franco Reggi) nel quale si contaminano scrittura, gestualità, performance e musica in uno spazio autogestito. Il trampolino milanese non cancella le matrici creative di Marra, che affondano nella terra d’origine, anzi le porta a espressione compiuta soprattutto nella serie dedicata a S. Francesco di Paola, imperniata sulla solitudine dell’uomo contemporaneo, e al Ponte mai realizzato tra Calabria e Sicilia, suggestivo delle grandi speculazioni che tolgono respiro e vita alle due regioni.

Conclusa l’esperienza Osaon, Marra fonda a Lissone “h:Orarte”, atelier condiviso con Mario de Leo, dove “il lavoro per l’arte è preghiera per la creazione. Nascono in questo periodo sperimentazioni sulla deformazione materica tramite spessori e tiranti, anticipando le Pance ferite, dove la superficie della tela, tesa allo spasimo, rivela lacerazioni e suture.

La copertina tratta dal sito del MARCA di Catanzaro che anticipa la mostra di Max Marra

Tra gli anni Ottanta e Novanta, importanti critici e galleristi sostengono il lavoro dell’Artista (tra cui Erlindo, Cazzamali, ancora Bianco, e Coltellaro): Marra è presente in numerose tournèe in gallerie private e istituzioni pubbliche, anche internazionali (Tokyo, Parigi, Guangzhou – Cina). Altre collaborazioni con prestigiosi critici e galleristi proseguono negli anni ’90 (tra questi Claudio Rizzi, Jean Blanchaert, Guglielmo Gigliotti, Wanna Allevi, Luigi Cavadini, Omar Calabrese, Bruno Corà, Tonino Sicoli, Stefano Cortina, Vittorio Raschetti). A Venezia, Marra partecipa a “13X17 Padiglione Italia” curato da Philippe Daverio e a Bruxelles all’esposizione “Contemporaneo Italiano: 25 artisti in Europa” presso l’Istituto Italiano di Cultura. Partecipa al 57° Premio Michetti Laboratorio Italia, a cura di Philippe Daverio. Sue opere sono presenti alla 54a Biennale di Venezia, Padiglione Italia per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia “L’arte non è cosa nostra”, a cura di Vittorio Sgarbi. Nel 2015 Giorgio Bonomi a Rocca di Umbertide cura la personale “Materici equilibri” in collaborazione con la Galleria Luca Tommasi Arte Contemporanea di Milano.

Nel secondo decennio del Duemila Marra realizza tra l’altro due preziose personali in Bulgaria, all’Accademia Nazionale delle Belle Arti di Sofia: sessanta opere realizzate “come costellazioni di cuciture in cui è possibile rintracciare la memoria della sapiente operosità manuale dei pescatori nel rammendare le reti sulla spiaggia della natia Paola”, e un raffinato percorso figurativo per cinquantuno ritratti dedicati al Maestro del Seicento olandese Rembrandt in dialogo con i ritratti di Christo Javašev.

La più recente produzione di Marra conferma la coerenza della sua ricerca e una continua evoluzione linguistica: nei bianchi monocromi, inclusioni frammenti di arbusti e cuciture sono espressioni di una ricerca che non pone confini ai propri orizzonti né strettoie ideologiche al proprio pensiero creativo.

La mostra “Max Marra. L’inquieta bellezza della materia” è impreziosita da un corposo catalogo a cura di Teodolinda Coltellaro, con un testo critico di Giorgio Bonomi. Realizzazione catalogo Fiorenzo Mussi, Progetto esecutivo della mostra e maquettes Giovanni Ronzoni, Ufficio stampa Carla Tocchetti.

Foto di Giovanni Ronzoni,
come anche quella di copertina di questo articolo

Carla Tocchetti

Arteinstudio organizza visite all’atelier di Max Marra non appena verranno rimosse le restrizioni dovute alla pandemia. Restate in contatto per prossimi appuntamenti.

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