Lo “Studio-museo” di Enrica Turri a Varese

Un borgo fra i più antichi della storia di Varese. Un possente arco di accesso in pietra, la rizzada che si snoda verso la chiesa, scandita ai lati dagli scalini delle case di cortile. Pian piano la modernità resta alle spalle. Ci inoltriamo a piedi, avvolti dal silenzio, nel borgo di San Fermo. Le rondini garriscono un saluto e ci indirizzano ad un cortile privato, le fattezze della vecchia cascina contadina ingentilite della meravigliosa rosa gialla attorcigliata al portico. Siamo solo all’ingresso dello studio di Enrica Turri, e già l’esperienza si fa emozionante. Diverrà ancora più sorprendente all’inoltrarsi nello studio dell’ Artista, perfettamente conservato dopo quindici anni dalla sua scomparsa.

Enrica Turri  (1917-2005), esponente importante della compagine varesina Circolo degli Artisti, forgiò la sua esperienza artistica in ambito milanese verso gli anni ’40 del Novecento. Aderì ai principi del “Chiarismo”, espressione pittorica contraddistinta dai colori tenui e dal segno leggero e intriso di luce, di cui Gino Moro, De Rocchi e Spilimbergo erano tra i più autorevoli rappresentanti a livello lombardo.

L’atmosfera dello studio di San Fermo a Varese è intima, ricercata, strapiena di arredi e oggetti accumulati con cura, paradigmi di un mondo interiore che l’Artista amava rendere protagonisti sulla tela. Quella di Enrica è una ricerca espressiva, dedicata al canto di bellezza che accomuna tutto il creato nelle sue diverse forme. Una ricerca dedicata all’Umanità che si fa positivamente influenzare dal colore e dalla luce: alberi, paesaggi, un finestra, il cielo, un volto, sedie, frutti, mille dettagli. E fiori, fiori, fiori.  Vasi di fiori colorati, freschi, semplici, anche di giardino, presenti in ogni angolo, e che ancora oggi non mancano mai nello studio, grazie alla dedizione della figlia Patrizia. Una copiosa produzione di oli realizzati con pazienza al cavalletto, e acquerelli prodotti con istantanea sicurezza di tratto nelle gite all’aria aperta, ci raccontano l’urgenza o la pazienza di Enrica Turri nel raccogliere e fermare la bellezza, effimera ma anche essenziale, della natura.

Le fotografie delle opere presenti in questo articolo e nel video sono di Alberto Lavit

“Accennerò solo alla qualità del colore: un colore raffinato, sottile, direi quasi il colore del pensiero.” Così il decano Gino Moro si esprimeva presentando la mostra della sua allieva Enrica Turri, nel 1959 presso la Galleria Prevosti di Varese celebrando la definitiva uscita dal lungo e difficile dopo guerra. Una ricostruzione che per Enrica Turri non era stata solo nel pensiero, ideale, ma fattiva: col ritorno del marito medico, di cui per lunghi anni di guerra non si erano avute notizie, i Turri Bonacina avevano deciso di allestire una residenza per occuparsi dei disabili, gli “ultimi”, abbandonati da una società che non riusciva a farsene carico.

Soprattutto, la ricostruzione secondo Enrica Turri doveva avvenire nel segno della Cultura, della Lettura, dell’ Arte, attraverso fervidi rapporti con esponenti locali di grandissimo valore come Montanari, i De Bernardi, Salvini, Frattini, Ferriani. In un mondo che stava rapidamente cambiando la sua fisionomia, gli Artisti potevano confermare alla società che alla base del progresso vi è sempre e solo l’Umanità, in tutte le sue sfaccettature. Quella Umanità, che a partire dall’ integrazione armonica con la natura arriva a smuovere in senso positivo le grandi dinamiche sociali. Grazie a Enrica Turri, instancabile animatrice del Circolo fioriscono esposizioni artistiche collettive, sempre più apprezzate, che fruttano persino opportunità internazionali, insieme al lancio di un apprezzata rassegna artistica open air nel borgo di San Fermo, che verrà rinnovata annualmente.

Enrica Turri, nel suo piccolo studio nel cortile, con lo sguardo sempre puntato verso il futuro dell’Umanità, continuerà fino ai suoi ultimi giorni a sondare la Meraviglia che il suo mondo, il nostro mondo, racchiude.  

Carla Tocchetti

Il progetto ARTEinstudio organizza visite guidate allo studio di Enrica Turri, la cui fattibilità è attualmente vincolata dalle ordinanze di contenimento a causa della pandemia. In questo sito alla voce “Contatti”, è possibile lasciare una email per essere avvertiti di questo e altri prossimi eventi organizzati.

3 Comments

  1. Ho ammirato con stupore il breve filmato. dico breve perchè avrei voluto godere maggiormente della bellezza delle opere e dell’atmosfera particolare e coinvolgente che rappresenta. E’ vero, la luce che i quadri emanano è particolare e non staccheresti mai gli occhi dai dipinti. Grazie Patrizia che hai messo a disposizione di tutti coloro che amano questo mondo, sentimenti, bellezza e sapere.

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    1. Grazie Luciana, torneremo ancora su questo blog a parlare dello Studio di Enrica Turri e potrà vedere altri filmati in attesa di poter realizzare le visite in studio che sono l’obiettivo di questo progetto. Se lascia la sua email qui nella sezione contatti, potrà ricevere gli articoli che pubblichiamo e essere informata sulle notizie degli eventi. A presto Carla Tocchetti

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