I tre laboratori di Monet nella casa-Studio di Giverny

Qui ad ARTEinstudio siamo lieti di iniziare una collaborazione con Consuelo Valenzuela, scrittrice e appassionata di viaggi e arte, che ha visitato piu’ di cento Studi d’Artista o Case Museo nel mondo. Sua la guida “Le piu’ belle Case d’Artista in Italia”.

Iniziamo a viaggiare con lei con un classico: la casa-studio di Monet a Giverny.

Coloro che vogliano visitare la casa-atelier di Claude Monet devono recarsi a Giverny, un piccolissimo paese di meno di 500 abitanti, a circa 75 km da Parigi, nella regione della Haute Normandie, dove il Maestro dell’impressionismo ha vissuto dal 1883 al 1926, anno della sua morte. In quei 43 anni trascorsi nella sua casa di Giverny, Monet ha avuto tutto il tempo di trasformarla e adattarla al suo gusto personale, facendone un capolavoro simile alle sue opere su tela. Monet era attaccatissimo a questa casa che, insieme ai famosi giardini, costituiva il suo mondo e dove riceveva gli amici, come i celeberrimi artisti Paul Cézanne e Mary Cassatt.

I giardini che circondano la casa sono pieni di fiori dai colori sgargianti e il visitatore saprà riconoscere facilmente alcuni angoli che sono stati ritratti nei suoi famosi quadri, come il famoso ponte giapponese sopra il laghetto di ninfee. Monet era anche un bravo giardiniere  e curava personalmente le sue piante, scambiando bulbi e talee con gli amici. Le famose tele delle ninfee che affiorano sull’acqua e che ha continuato a dipingere fino ai suoi ultimi giorni, i rami di salice piangente che sfiorano il terreno, l’atmosfera luminosa dei quadri, fanno parte del nostro immaginario. Ed è per questo che i giardini riscuotono un grande successo, risvegliando in noi il ricordo di alcuni tipi di piante e fiori che abbiamo già visto da qualche parte, qualche tempo fa.

La casa contiene i famosi atelier dell’artista che ne volle tre nella sua casa, i mobili originali e numerose opere alle pareti, tra cui la famosa collezione di stampe giapponesi. Le stanze di colui che ha rivoluzionato l’uso del colore nella pittura e che affermava: “il colore è la mia ossessione quotidiana. La mia gioia e il mio tormento.” sono coloratissime. Azzurra è la cucina con le maioliche di Rouen, gialla è la sala da pranzo con i mobili anch’essi dipinti di giallo, verde brillante i battenti in legno delle finestre e i pontili in legno nel giardino. 

I quadri che stavano a Giverny possono essere ammirati al Museo Marmottan di Parigi, al quale Michel Monet, unico figlio rimasto dell’artista, destinò alla sua morte 82 opere del padre insieme a 130 quadri di pittori amici, tra cui Renoir, Berthe Morisot, Sisley Signac e altri. Le favolose tele dedicate alle ninfee che Monet amava tanto (ne dipinse circa 300, tra cui più di quaranta pannelli di grandi dimensioni) si trovano al Musée de l’Orangerie a Parigi.

Consuelo Valenzuela

autrice di “Guida alle più belle case di artisti in Italia”, ed. Stampa Alternativa, 2016.

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