Studio d’Arte, topografia dell’anima dell’ Artista

Secondo Bachelard nella sua Poetica dello Spazio, l’immagine della casa somiglia alla topografia del nostro essere più intimo. A maggior ragione in uno Studio d’Arte si può scoprire davvero l’Anima di un Artista, attraverso uno sguardo più intimo sulle sue abitudini, gli interessi e la vita privata, che influenzano inevitabilmente anche la sua produzione. È nei luoghi che l’Artista dedica alla pittura o scultura, ma anche letteratura o musica (una taverna, una serra, una mansarda, una stanza con una particolare luce) che si possono scoprire indizi e informazioni meno conosciuti, elementi personali che aiutano a completare il quadro e la visione che abbiamo di quell’autore.

Oggi le dimore/studio degli Artisti stanno diventando anche destinazioni turistiche. Le Case d’Artista, diventate museo, sono un patrimonio unico e immenso a disposizione del nostro Paese e dei potenziali visitatori, tutto da scoprire. Consuelo Valenzuela, scrittrice romana, una laurea in Scienze politiche, collaboratrice di Exibart e Artribune, ha compilato quello che è ad oggi il testo di riferimento in Italia: Guida alle più belle case di artisti in Italia (Stampa Alternativa, 2016, prefazione di Cinzia Tani). Ben cinquantaquattro sono le case-museo sparse sul territorio italiano, dove il visitatore può andare, stanza dopo stanza, alla ricerca dei segni e delle tracce lasciate nelle abitazioni dai loro straordinari proprietari.

«Alcuni anni fa, in occasione di una visita a una mostra su Galileo Chini alla  Galleria di Arte Moderna di Roma – racconta l’autrice – scoprii, una volta tornata a casa, che la sua casa di vacanze in Versilia, a Lido di Camaiore, era diventata un albergo che aveva conservato parte del mobilio originale e alcuni effetti personali dell’artista. La cosa mi sembrò estremamente interessante e decisi di cercare in internet cosa ne era stato di altre case di artisti, una realtà che fino a quel momento avevo ignorato. Mi resi conto che ne esistono oltre un centinaio in Italia. Quasi sempre aperte al pubblico, trasformate perlopiù in case-museo o fondazioni: rappresentano una realtà museale sconosciuta ai più. Anche da coloro che potrebbero essere tra i maggiori fruitori: ossia, tutti quelli che hanno amato le opere degli artisti in questione».

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